
Scrissi la recensione a fine novembre 2008, ma non venne pubblicata a causa dell’aggiornamento del sito. Da allora alcune cose sono cambiate, preferisco ugualmente riprenderla integralmente in quanto il mio giudizio rimane invariato, anche a distanza di mesi.
Non usano MySpace, sono degli scandinavi anomali, hanno un sito in sola lingua madre, non ho capito se il cd in questione è in vendita o meno (probabilmente sì, ma dove?), fatto sta che cantano comunque in inglese e sfornano uno dei prodotti dell’anno.
Cara Alkemist-Fanatix, non ascolto altro da una settimana e più.
I Collision Course suonano rock moderno, ma a differenza degli stampinati americani lo fanno con classe regale. Non ricopio i nomi dei singoli, ma il cantante è un fuoriclasse. Le canzoni funzionano a meraviglia, come se i Coldplay arruvidissero il proprio charme per piacere anche ai rockers, scazzottando coi The Killers sotto gli occhi compiaciuti di Mr. Universal gaudente dinanzi alla nascita della sua new $-sensation.
Trascinanti distorsioni liquide ed enormi aperture sull’orizzonte accompagnano tutte le undici tracce che cito una ad una: Love is this town, Come running, You say, My lady my love, I’m sorry, How many times, Dead mans hand, Top of the world, Walk away, I will stay, She is the dog .
Se gli svedesi cominciano a piazzare dischi del genere anche fuori dai loro consueti ambiti di competenza siamo apposto. Nel genere, disco dell’anno 2008.
Capolavoro.
GB