E’ appena uscito il nuovo disco (il terzo) dei veronesi BULLFROG, autentica sorpresa per chi ama le sonorità hard rock blues di forte ispirazione settantiana.
Silvano Zago (chitarra) ha risposto alle nostre “solite” sette domande. Da parte nostra vi rinnoviamo l’invito a contattare la band, magari durante in sede “live”, ed accaparravi “Beggars & Losers”. Non ve ne pentirete.
1. Partiamo a razzo con il vostro nuovo disco, un lavoro che sta riscuotendo (come d’altronde le vostre precedenti produzioni) ottime recensioni un po’ dappertutto. Come è nato “Beggars & Losers”? Siete soddisfatti del risultato finale?
I nostri album hanno avuto sempre dei periodi di gestazione piuttosto lunghi, non essendo noi dei musicisti professionisti che possono dedicarsi esclusivamente alla musica e quindi ci siamo presi tutto il tempo possibile per comporre e “limare” i nuovi brani, fino a quando non eravamo pienamente convinti del materiale a disposizione.
Direi che è valso la pena aspettare, siamo totalmente soddisfatti dell'esito.
2. Da sempre si dice che il terzo album segni il cosiddetto punto di svolta nella carriera di una band. Mi sembra che gli sforzi fatti giochino a vostro favore. Due cose hanno destato da subito la mia attenzione. La copertina (davvero bella) e un lavoro di mixing/mastering internazionale. Potete raccontarci qualcosa in merito?
Sì, per la copertina volevamo qualcosa che lasciasse il segno e che fosse in sintonia col contenuto musicale, motivo per cui mi sono rivolto ad un mio amico illustratore che ha colto perfettamente lo spirito dell'album e ha fatto un gran lavoro.
Per il suono, ci siamo affidati ancora una volta alle cure del nostro produttore Fabio Serra e al suo studio di registrazione volevamo riuscire a catturare l'energia di un nostro show dal vivo, impresa non facile quando fai delle produzioni low-budget, ma direi riuscita bene...
Poi, dietro suo consiglio, abbiamo spedito il tutto agli Sterling Sound di New York per il mastering, che ha conferito al lavoro grandi dinamiche senza snaturare il suono vintage che cercavamo.
3. Quali le song del disco cui siete più affezionati, e perché?
La mia penso che sia “Detour”, un brano molto lungo e articolato, ma dalla matrice blues, con cambi di tempo e il riff portante dispari, piuttosto inusuale per noi, che sintetizza bene lo stile di “Beggars & Losers”, sempre ancorato al classico Hard Rock del passato, ma con una libertà compositiva che fa emergere la personalità dei Bullfrog.
4. In questo periodo la stampa internazionale sta esaltando band che hanno i “piedi ben piantati nei seventies” (mi riferisco a THE ANSWER, THE PARLOR MOB, e similari). Non voglio fare il “solito patriottico” ma un lavoro come il vostro (a parere mio) ha poco da invidiare a queste uscite. Avete però un unico, grande difetto: siete italiani!
Che ne pensate? Una semplice provocazione (la mia) o c’è qualcosa di vero?
Beh, in parte è vero, nascere in Italia vuol dire dimenticarsi di poter suonare Rock a livello professionistico, visto che quello che ci spacciano per “rock-italiano” a livello mainstream è più che altro canta-napoli con la chitarra elettrica...
Poi è anche vero che noi non siamo certo musicisti del livello di quelli da te citati, ma devo dire che avendo sempre considerato la musica e la nostra attività musicale prima di tutto una passione, siamo arrivati a quindici anni di attività togliendoci delle belle soddisfazioni e senza mai “scoppiare”. Chi si accontenta gode!
5. Con “B&L” l’Andromeda Relix festeggia i primi dieci anni di attività. Quasi un miracolo, se guardiamo come stanno andando le cose nel settore discografico (è di questi giorni l’ennesimo allarme da parte delle varie major di crolli del mercato, tagli di personale e investimenti, …).
Quanto è importante l’esistenza di queste piccole etichette, che tralasciano i dati di bilancio e mettono davanti a tutto passione ed amore?
Direi che è fondamentale, i titolari dell'Andromeda Relix sono prima di tutto degli amici e degli appassionati, coi quali negli anni abbiamo condiviso lunghe trasferte per andare a vedere concerti, o “a dischi”, quando non c'era internet...
La mentalità dell'industria discografica è qualcosa di ributtante e mercificando sempre di più un prodotto che innanzitutto dovrebbe essere artistico, si sta scavando la fossa con le sue mani...
Meno male che qualche “puro” esiste ancora, e ci permette di pubblicare i nostri lavori!
6. Mi auguro (e spero) che il “download selvaggio” non colpisca una band come i BULLFROG. Alla luce anche delle vostre esperienze personali (se non erro uno di voi lavora presso un grosso rivenditore di CD/DVD/Libri..) come vedete l’incessante innovazione tecnologica per gruppi come il vostro a livello di produzione, promozione e distribuzione del supporto discografico (studi discografici che stanno in un palmare, social network, …).
Un vantaggio o “si stava meglio una volta”?
Per noi è sicuramente un vantaggio, la tecnologia ha democratizzato la musica, permettendo di abbattere i costi pur mantenendo una qualità decente uscire con un disco come il nostro all'epoca del vinile, economicamente sarebbe stata una follia.
Inoltre ora con un clic posso far sapere ad un numero incredibile di persone dove suono e avere contatti con tutto il mondo: tramite internet abbiamo avuto richieste di cd da posti impensabili...
E' anche vero che la tecnologia ha spoetizzato tutto ciò che sta intorno alla musica, ma fortunatamente un prodotto come il nostro si rivolge ad una nicchia di appassionati che prediligono ancora l'oggetto-album a delle tracce elettroniche sull'ipod.
7. Suppongo che il vostra reale valore lo si possa misurare quando siete sopra un palco. Avete già in programma qualcosa?
Sì, abbiamo una discreta attività live con la quale ce ne andiamo in giro a promuovere il nuovo album. Effettivamente è questa la dimensione dove ci sentiamo più a nostro agio e dove si può apprezzare appieno la nostra musica. Invito tutti a seguire le nostre date dal sito http://www.bullfrogband.net in cui ci sono i sample dei nostri brani e i contatti.
E grazie a voi per il supporto!
Vi ringrazio per la disponibilità.
AC 
