Fiamma Di Ritorno

Fiamma di Ritorno

Autoproduzione  0





Mi sarà difficile essere credibile, ma alcune coincidenze sono talmente ben incastonate che ad un certo momento non si può che parlare di predestinazione piuttosto che di fortuna. Non avevo mai sentito parlare dei Fiamma Di Ritorno. Comperai il cd alla cieca pagandolo una sciocchezza durante una delle mie tante migrazioni in cerca di reperti musicali dimenticati o mai conosciuti. Non nutro mai grosse aspettative in questi casi. Zero riferimenti geografici, zero data di pubblicazione, zero note chiarificatrici, zero di tutto. Si compra per forza! Mi è bastata Accelero di più per capire che mi trovavo davanti a qualcosa di allertante. I Fiamma Di Ritorno erano letteralmente innamorati dei Guns \'n\' Roses, dalla voce alla solista, dalla ritmica fino alle variazioni sul tema. I testi sono spietatamente diretti, proprio quello che ci vuole per valorizzare la naturalezza di Marco. Di sicuro la band ruota(-va) attorno al carisma del chitarrista Efrem, determinato nei riff e coinvolgente in veste solista. Ciò che fa gridare al piccolo \"miracolo\" sono però le canzoni. Sì, perchè dai solchi digitali emergono le canzoni, la passione, l\'attitudine, la trepidante freschezza di una band arrogante che credeva in quello che suonava incurante e strafottente della moda del tempo. Non credo che il cd sia stato inciso dopo il 2000, ma è possibile. Ho \"studiato\" a fondo i volti, i ringraziamenti, le note, ogni singolo centimetro quadro del booklet per trovare un appiglio. Incredibile! Solo dopo settimane mi sono ricordato di aver giocato a calcio col bassista Alessandro Da Re qualcosa come venti (dico 20 !!!) anni fa! All\'epoca infatti, si parla del 1990 suppergiù, ricordo che seguiva assiduamente i Guns e probabilmente li vide in una delle date italiane del tour di Use Your Illusion. Di ricordo in ricordo anche tale Luca Vecchies che scrive un testo ed Efrem erano nomi che circolavano tra noi decadenti funamboli in erba, tutti naturalmente disillusi in pochi anni dalla realtà dei fatti.
Che ci dovessimo re-incontrare sta scritto nel testo di Di me parlerai: mi piace immaginare la band che si rivolge alla discografia italiana \"...il suo sogno era di arrivare in alto ma nessuno lo ha capito...\" che ovviamente ha continuato ad investire nei burattini dalle uova d\'oro rimbambendo nel mentre una nazione tutta e allora \"...forse un giorno se io ce la farò una parola sola dritta in faccia ti dirò: vaffanculo!...\". Resta il fatto che \"...tu di me, di me parlerai...\". Grandi. E chiudo con altri versi \"tutto quello che ho fatto l\'ho sudato forte e l\'ho bagnato con il pianto e tutta quella merda che mi sono preso addosso un giorno non lontano poi ritornerò al suo posto\". Dal dizionario della lingua italica, alla voce \"attitudine in rock\".
Sempre che qualcuno abbia la fortuna (casualità, predestinazione, sfiga, datele il nome che volete) di imbattersi in questo cd mi si rimprovererà che la produzione è limitata, compressa, sbilanciata e che il disco non è esente da, seppur impercettibili, imperfezioni strumentali. Tempo ed energie da sprecare, il prodotto in questione è, tra quelli in lingua italiana (e non sono proprio pochi a conti fatti), uno dei più coinvolgenti e sorprendenti mi sia capitato di ascoltare.

PS: ho l\'urgenza di citare altre due canzoni, Se tu te ne vai e Ultima, graziate da alcuni versi di elevato pregio emotivo. Considero la prima una sorta di \"Patience\" italiana. Credo e spero la band gradirà il raffronto, da parte mia la convinzione di non rubare o regalare nulla a nessuno.

 WB