Class metal è una definizione che non si usa e non si sente più, è stata usata (ed abusata) fino ai primi anni Novanta, per essere poi riposta nel dizionario dell’hard rock ad uso e consumo degli archeologi del suono e delle bands del periodo. Nel 2009 basta l’attacco di \"The Cross Between The Lines\" per rispolverarla e descrivere esattamente il tiro, il suono e la qualità della canzoni del nuovo “See The Thunder” dei bolognesi Markonee. Stefano Peresson sarà forse anche stanco di sentirsi ripetere il suo passato nei Danger Zone (la band “class metal” italiana per eccellenza), peraltro non se ne potrà staccare mai. Il primo album \"Spirit Of The Radio\" era stato accolto entusiasticamente da est ad ovest (del globo), poli compresi. Oggi la band ritorna assestata e tecnicamente migliore con gli innesti a tempo pieno (quindi sia su disco che in sede live) di Ivano Zanotti e Gabriele Gozzi, quest’ultimo tra i migliori talenti vocali partoriti dalla piccola Italia del rock da un lustro almeno. \"Brand New Day\" è un mid-tempo cadenzato dal refrain magnificamente aor, ancora pomp rock di alto lignaggio in \"Back On Me\", atmosfere eleganti e vintage in \"Cherry Blossom\" prima dello sfoggio vocale di \"I Believe In Father Christmas\", sempre legata alla tradizione melodica americana dei primissimi Ottanta. Giro il vinile e passiamo quindi al lato A (non vi ho ancora detto che l’album è al momento disponibile solo in formato gatefold LP!). Ho iniziato la scansione delle canzoni dal lato B non potendo resistere alla tentazione di presentare subito la suddetta “The Cross...”.
Seguendo ora l’ordine naturale, l’album attacca con la sezione ritmica in \"Way 2 Go\", a cui subentrano chitarre alla Malice che introducono Gabry, degno erede di memorabili singer quali M. Sweet o F. Curci, per citarne due estremamente tecnici e confrontabili per estensione. Medesime coordinate melodiche in \"Women & Whisky\", prima della title track, tuonante di nome e di fatto, già imprescindibile live-song, cadenzata e marziale, dall’incedere glorioso. Camaleontica \"Shores Of Another Sea\", dal piglio settantiano, analogamente alla sinuosa \"The Big K\" che chiude la facciata. Tirando le somme appare chiaro anche stavolta aspettarsi riscontri entusiastici ovunque, innanzi ad un prodotto che può accontentare un ventaglio di pubblico di appassionati tanto dei Tesla, quanto degli Styx, passando per Ratt e Night Ranger. Aggiungete che il disco è stato mixato e masterizzato dal guru Beau Hill, prodotto dal luminare Oderso Rubini e patrocinato dal Comune di Bologna (succedono anche queste cose, solo in Italia ovviamente) per capire che la squadra in campo è di livello assoluto. Tra i migliori dischi del panorama rock melodico internazionale, acquisto obbligatorio.
WB