
Ho seguito “da lontano” la genesi di questa uscita “targata NoRespect” (diciamo così per autocelebrarci un po’ anche se a dire il vero il merito di tutto va ad una e sola persona) che riporta alla ribalta uno dei nomi storici dell’hard rock italiano di fine anni ottanta ed inizi anni novanta.
Sono passati vent’anni dagli esordi della band triestina, guidata dalle sapienti mani di Marco Liziero (chitarre) e Paul Zaverl (basso), ma il “fascino” è rimasto praticamente intatto.
I suoni, le timbriche, il look, tutto riporta alle grandi “arena rock” band statunitensi dell’epoca, dai Dokken ai Bon Jovi (con una spruzzata di “Sunset Strip style”) anche se, a parer mio, l’accostamento più azzeccato lo vedrei con i Danger Danger del primo incommensurabile album, uno dei capolavori assoluti in campo AOR.
Diciassette brani estratti dai loro quattro demo, rimessi a nuovo da Alex Falcone (tastierista degli HT nella seconda parte della loro vita artistica) e splendenti di luce nuova tra i quali spiccano Screamin\' for You, Desire (How Much Does It Burn) e la ballata To Much Love to Love You.
Dovrei spendere un’altra pagina almeno per descrivere bene il tutto, con la paura di risultare prolisso.
Sappiate che tutto il ricavato serve ad aiutare un amico colpito da una grave malattia e che le cinquecento copie numerate sono in via di esaurimento (non è la “solita dichiarazione promozionale”, credo siano rimasti una cinquantina di CD…).
Per tutte le informazioni bastano due righe a walter@norespect.it.
E non dimenticatevi di chiedergli qualche aneddoto sulla scena italica dell’epoca, non troverete miglior interlocutore.
AC