Negrita + Damned

27/06/2009

Fiera della musica (Azzano Decimo, PN)



Dal 2000 ad oggi la Fiera della Musica di Azzano Decimo e’ diventata una manifestazione di rilevanza sovraregionale, offrendo nel mese di giugno una settimana fitta di appuntamenti, concerti, fiere, concorsi e quant’altro inerenti il mondo musicale. I piatti forti sono da sempre gli spettacoli in programma e quest’anno nella serata di venerdì c’è stata l’esibizione di Patty Pravo mentre in quella di domenica erano previsti gli UB40 in apertura a Joe Jackson. Ciò che contraddistingue e differenzia la manifestazione è però la capacità di (ri)proporre ogni anno nomi particolari, fuori dalle primissime linee dell’intrattenimento, ma pur sempre di prestigio. Spettacoli in un certo modo di “nicchia” insomma. Certo gli appassionati dell’underground sono abituati a parlare di “nicchia” con numeri ben diversi, dato che la Fiera Della Musica è in grado di radunare migliaia di persone. Prendiamo lo spettacolo del sabato sera che proponeva un accostamento a mio avviso un poco bizzarro dei Damned in apertura ai Negrita! Complimenti all’organizzazione, difficile sperare di trovare gente interessata egualmente alle due offerte sulla carta, ma a conti fatti s’è visto numeroso pubblico già per i Damned e ovviamente “tutto pieno” per la band di “Helldorado”. I Damned sono ancora Dave Vanian e Captain Sensible on stage, membri della prima onda e ancora in sella a pieno regime. Spettacolo divertente, merito anche della pompatissima sezione ritmica (forse anche toppo “heavy” il batterista) e dello scatenato Monty Oxymoron alle tastiere. La scena è però per i due co-leaders, Vanian presentatosi in un elegantissimo completo scuro e lucidato da capo a piedi, Captain invece con un paio di pantaloni bicolor figli del loro tempo. Buonissima la performance, che pesca tracce elaborate e d’atmosfera dall’album “Phantasmagoria“, prima di gettarsi nella storia di “Damned Damned Damned”. Se il publico inizialmente ascoltava ed ammirava incuriosito questi distinti signori del punk quando attaccano “New Rose” e “Fan Club” mette da parti i lustrini ed anche tra quelli che oggi si portano famiglia e parenti al seguito traspare l’emozione e stare fermi diventa proprio impossibile per molti. Me compreso. Il concerto scorre così tra alti e bassi, la performance è sempre di ottimo livello, ma ho l’impressione che quando si propongono songs del nuovo corso l’atmosfera si smorzi, quando invece risuona “Neat Neat Neat” allora l’aria si faccia elettrica. Spazio quindi ai Negrita, band di alta classifica italiana, ben distante dalle realtà che usualmente frequento. I Negrita sono partiti a metà Novanta con albums molto rock, figli del momento musicale italiano del periodo in cui non erano poche, come si potrebbe pensare, le band dedite ad un sound simile. Loro ce l’hanno fatta e che non fossero dei miracolati lo dimostra il fatto che in pochi anni sono diventati tra i più conosciuti. Ho avuto anche l’occasione ed il piacere di scambiare una battuta con Pau ed a suo merito va detto che l’ho trovato davvero gentile, disponibile e alla mano. Non sono convinto sia qualità diffusa tra i nomi delle “vette” della classifica. Venendo allo spettacolo, per prima cosa osservo che il pubblico è numeroso e non si contano le famiglie con bimbi appresso. I Negrita sono oggi una perfetta macchina da classifica, offrono uno show intenso di un\'ora e mezza ricco di luci ed effetti di scena, possono vantare un set di singoli che conoscono tutti a memoria, hanno un frontman che piace alla gente mentre il resto della \"banda\" rispetta le consegne impeccabilmente. Le canzoni sono un po’ quelle che ti aspetti, anche se manca molto (forse troppo) dei primi tre album, ma appunto io stento a svincolarmi dalla scala underground, mentre i Negrita sono una band che ha fatto il salto. A spettacolo concluso ci penso su e mi rendo conto che forse mi appartengono molto meno di quando nel 1994 apparvero a tutti con l’ arcinota “Cambio”. Rimane il fatto che lo spettacolo è di assoluto valore sotto ogni punto di vista, certo se anziché in sette sul palco si fossero presentati ancora in quattro ...

 WB