
Dopo il debutto del 2006, interessante ma troppo eterogeneo per poter essere apprezzato in questi tempi di “fastfood music”, i veneti Hollow Haze assumono una dimensione decisamente più competitiva con questo secondo full lenght. Rimane la voglia di esplorare generi diversi, soprattutto tra l\'Heavy Metal e l\'Hard Rock, ma legati dal filo conduttore dell\'indiscusso talento della band, uscita rivoluzionata nella line up. Alla guida c\'è Nick Savio, ex ascia dei White Skull, ora con i violentissimi CyberCross nonché produttore dell\'album, ma il nuovo vocalist Ivan Rave (già singer dei Sominae Status) rappresenta un giusto contraltare melodico per i riff “metallari” di Savio. Alcune canzoni erano già presenti nel primo album, ma le nuove versioni si lasciano preferire, grazie a una produzione quadrata e agli arrangiamenti più curati. I ragazzi citano i mostri sacri (Maiden, Queensyche, Savatage) ma senza paura di tentare soluzioni innovative o di estremizzare l\'impatto o le melodie (grazie anche agli impeccabili solos di Nick). Imperdibile il trittico d\'apertura “Easy Road”, “Burnt Desire” e “Coming Back”, oltre alla multiforme “Pretender”. Un\'opera intensa, per certi versi anche originale (per quanto si possa fare nel 2009), di notevole longevità.
(Giampiero Novello)
WB