Seconda data per i Chickenfoot in terra italiana dopo quella a Pistoia. Nei mesi antecedenti l’evento ho rilevato una massiccia campagna pubblicitaria, notando la presenza di manifesti affissi persino nei più piccoli paesi delle province limitrofe, segno evidente che la promozione è stata capillare. Credo che l’organizzazione sia stata ripagata dell’impegno profuso dato che l’arena è gremita. Dei Chickenfoot si è già scritto e letto di tutto, non restava quindi che la prova live per sincerarsi dell’attuale tenuta in special modo dei due ex-Van Halen. Chad Smith accusava un dolore al polso, ma i presenti credo non abbiano notato alcunché, vero è che però alcune date successive sono state cancellate per il suddetto disturbo. Come dire, a noi è andata di lusso! Joe Satriani è di sicuro quello più in vista, passato anche lo scorso anno in zona con la propria band. La mia impressione è che il chitarrista sia consapevole di avere a fianco dei musicisti più desiderati di lui (in termini di passato musicale intendo), più esuberanti e probabilmente desiderosi di ri-mettersi in luce, essendo mediamente castrati dalle presenze dei leader nelle rispettive band. Si parla comunque di numeri uno, fatto sta che Joe si mette in un angolo a ritmare e suonare (alla grande) per tutto il concerto senza pretendere la scena. Si lascia anche prendere in giro, ma pare gradire e divertirsi osservare i tre buddies fare casino, insomma a mio avviso è stato un Satriani elegantissimo. Veniamo a Sammy Hagar e Michael Antony. Sammy ha cantato alla grande e rivelandosi pure un caciaro intrattenitore, in questo aiutato dalla sorpresa Chad Smith. Non ho mai visto i RHCP dal vivo, ma dubito che la lucidità che il drummer porta in giro coi Chickenfoot sia la medesima di quando suona coi funkyrockers. Michael è un orsacchiotto che imbraccia e suona il suo proverbiale Jack Daniel’s bass con verve e precisione, gli ingredienti che ti aspetti insomma. Si è detto che sono quattro fenomeni, ma insieme come suonano? Oggettivamente è stato uno dei concerti più d’impatto a cui abbia assistito. Mi è persino capitato di ascoltare qualche giudizio alla serata “solo sufficiente”, francamente sarò io che non ci sento più bene, ma lo show mi è parso superlativo, la band ha proposto per intero l’omonimo cd, chiudendo con “Bad Motor Scooter” dei Montrose, introdotta da una lunga presentazione alla slide di Hagar. Quest’ultimo, sempre sorridente, si è esaltato durante una delle sezioni strumentali rivolgendosi al pubblico “ …tonigh we jammin! we jammin !!! …“ come dire che la serata sta andando alla grande e allora avanti a tutta con lo “ …show on the beach tonight…” chissà, forse pensava di essere in qualche assolata spiaggia di Los Angeles, merito anche (e soprattutto) di un pubblico calorosissimo. Si può dignitosamente chiudere osservando che forse non si è sbagliato di molto... Grande serata!
WB