“Se ci avessi detto nel 1988 che il secondo disco lo avremmo pubblicato nel 2008 ti avremmo risposto che eri un pazzo …”. E’ all’incirca così che inizia il ritorno sulle scene dei Valentine, band autrice nel 1988 di uno dei dischi più belli della tarda stagione AOR, quando tuttavia suonare AOR aveva ancora un discreto richiamo commerciale (certo più di oggi) dopo i fasti dei primi Ottanta e la concorrenza era ancora incredibile. Emergere in quegli anni e per di più con un disco eretto a “capolavoro” dal tempo, beh … vuol dire che avevi numeri fuori dal comune. Ancor più del Perry-clone Hugo Valenti mi sono sempre gasato per le fulminanti rasoiate chitarristiche di Adam Holland, senza trascurare la perfetta alchimia creatasi tra gli altri membri. Non deve quindi stupire il comeback della formazione al completo, fatta eccezione di Neil Christopher, qui sostituito da Mike Morales alle pelli. La miccia fu il FireFest 4 a Notthingam quando fecero brillare molti occhi dei presenti, tanto da far tornare la band negli States ispirata a comporre del nuovo materiale. Soul Salvation non raggiunge le vette dell’esordio, ma resta uno dei dischi di genere che ascolto con più piacere tra le recenti (estendendo agli ultimi anni il periodo di riferimento) uscite, segno che la classe e l’amore per un genere oggi ai margini più oscuri del music biz non si possono svendere alle leggi del marketing. Undici sono le nuove songs di cui è inutile parlare, gli AOR-lovers avranno il disco dal giorno prima dell’uscita, tutti trepidanti in coda al mailorder di turno. Gli altri, i più giovani, mai conosceranno i Valentine salvo essere miracolati da ascolti insperabili. Io mi sistemo fieramente tra i primi, senza volere con questo millantare tuttavia una presunta superiorità di un genere su di un altro. Ascoltando songs come Every time you go away o Wait (non le migliori del disco probabilmente) ripenso a quello che era il rock melodico nei tempi aurei e quello che passa oggi la quotidianità, sembra davvero di vivere in un\'altra era spazio/temporale. Rimane tuttavia l’impressione che, ahimè, quella odierna non sia migliore. Grandi i Valentine!
WB