MAINSTREET

Back to the ‘80

Autoproduzione  2008



Negli ultimi anni dall’area lombarda sono emersi vari cd di hard rock melodico, alcuni da band rodate (vedi My Land o Eva), altri da band emergenti ( Hungryheart, Planethard, Midnite Sun, gli ottimi Homerun ed i The Pythons che ascolto ancora regolarmente) tra cui questi Mainstreet, unici a presentare una “lei” al microfono. \"Back to the ‘80\" non lascia spazio ad interpretazioni, i Mainstreet sono innamorati di quel periodo, di quelle sonorità, di quelle canzoni, di quella spensieratezza. Il risultato globalmente è più che piacevole, a cavallo tra Danger Danger, Vixen, Femme Fatale, Robin Beck, Bon Jovi e chi più ne ha più ne metta. Ho sempre pensato (e tuttora ne sono convinto) che nel genere al di là di canzoni vincenti e produzioni di ottimo livello siano però i cantanti a fare la differenza. Penso a Bon Jovi, a Steven Tyler ed agli Aerosmith o alle (meno numerose) bands sulla scia dei Saraya che non avrebbero avuto motivo di esistere senza la stratosferica Sandy di turno al microfono. Idem per i Femme Fatale di Lorraine Lewis per citarne un’altra. Ho ascoltato molto questi Mainstreet, ripetendomi ogni volta “peccato, non sarebbe niente male se...”. In effetti la produzione è accettabile per essere una autoproduzione ed anche il mixaggio mi pare adeguato. Musicalmente la band pare omogenea e bilanciata, le canzoni svelano pure ascolti della scena melodica canadese. Mi sono però soffermato sulla cantante, come ho spiegato elemento discriminante e determinante a mio avviso per qualificare e collocare una band, anche in previsione futura. Ho anche avuto il piacere di scambiare qualche battuta col gentilissimo batterista Ivan Belloni, un breve scambio di opinioni, ma utile a rendermi conto della genesi del cd. Le mie relative (sia chiaro) perplessità restano su Claudia Anelli. Quel “…niente male se” fanno riferimento a lei. Forse avrebbe potuto fare qualcosa in più, il risultato finale è apprezzabile, ma ho tutt’ora l’impressione che il potenziale da esporre sia maggiore e probabilmente ancora da scoprire. Claudia dimostra di avere le canzoni addosso, ma qua e là pare stenti a catturarle con la giusta convinzione. Poco male, le ultime notizie parlano di una band in forma che si sta sbattendo per fare girare il nome e che ha strappato un paio di contratti di distribuzione internazionali. In attesa di nuovi sviluppi e di testarli live per ora non resta che ritornare indietro di vent’anni sulle melodie di Wild in the city, Love affair, Made of…, Where are you now … gli appassionati capiranno cosa li aspetta già leggendo i titoli !!!

 WB