CRASHDIET

(18/04/2010)

Albiano (TN)



Non parto da casa con grosse aspettative, tant’è che fino al giorno prima non avevo intenzione di fare le ore piccole per assistere allo show dei Crashdiet, già (relativamente) deludenti qualche anno fa quando giunsero in Italia di spalla agli Hardcore Superstar. E’ stata la compagnia di amici a farmi cambiare idea. Partiamo così “in gita” già domenica subito dopo pranzo per arrivare a destinazione in larghissimo anticipo. Nel pomeriggio si è fatta visita al paesino di Civezzano con tanto di ingresso al campo sportivo locale per i minuti finali di Civezzano – Castel San Giorgio, partita di prima categoria girone B, giocata con pallone giallo (!!!), cosa che mi è sempre mancata nonostante un ventennio di militanza calcistica (per la cronaca ha vinto il Civezzano 1 a 0 !!! contro il pronostico di classifica, mi sono informato “postumo” delle rispettive posizioni in classifica). Visita pure alla chiesa e ai bar locali (notori monumenti che meglio di altri spiegano tradizioni ed usanze) prima di andare a cenare (ottimamente). Albiano è un grazioso paesino in provincia di Trento che vive, da quanto abbiamo potuto vedere, sull’estrazione e lavorazione del porfido. Appena arrivati alla location noto che il palazzetto è molto grande e soprattutto l’organizzazione qui è stata sensazionale, la serata è stata preparata alla pari di un grande evento! Dubito che i Crashdiet possano e potranno vantare una simile accoglienza altrove in giro per il mondo, quindi tanto di cappello ai promotori locali e a Secondo Avvento Produzioni (http://www.secondoavvento.com). Aprono i Big Guns (http://www.myspace.com/biggunsfanblog), rodata band trevigiana guidata dal carismatico Sexy Jaxy, uno che, bisogna ammetterlo, ha fatto e sta facendo passi da gigante a livello vocale. Bravi, colorati e tiratissimi propongono le canzoni del loro EP più due nuove tracks la cui prima (di cui non ho capito il titolo) mi ha impressionato. Avanti così. Seguono i paladini locali High Voltage (http://www.myspace.com/highvoltagealbiano). Premetto che ho scoperto la sera stessa chi fossero e, dato il nome, mi aspettavo l’ennesima tribute band degli Ac/Dc. Errore! Gli High Voltage si riveleranno i trionfatori assoluti, autori di uno spettacolo devastante, guidati dalla voce spettacolare di David Micheli, da chitarre fragorose e da una sezione ritmica chirurgica. Io, giuro, mi ero defilato prima del loro show, ma sono bastati pochi secondi per farmi brillare gli occhi tanto da finire il concerto in prima fila. Mentre li ascoltavo pensavo ai Penny Lane filo-tedeschi, band del tempo che fu il cui ricordo questi mi hanno istantaneamente riportato in vita e vi assicuro che non è cosa da poco. Sale quindi la tensione tra il pubblico e tra le numerose ragazzine accorse per Martin Sweet e soci, ma fatemi scrivere che il concerto ancora una volta non è stato esaltante. Sia chiaro, i Crashdiet ci sanno fare, hanno un’immagine vincente, possonon proporre una scaletta di pezzi molto belli (insieme ad una valanga di cori e basi campionate che mi infastidiscono, ma si sa che ormai li usano tutti), ma se a fine concerto la cosa che mi farà più piacere ricordare è la t-shirt degli Stooges indossata dal nuovo Simon Cruz forse mi viene da pensare che qualcosa ancora non gira come dovrebbe. Da una band al terzo cd su major mi aspetto uno spettacolo più compatto, più efficace e perché no, anche più tecnico oramai. Le canzoni sono quelle che ti aspetti, a mio avviso neppure proposte nell’ordine corretto o ideale, ma non vorrei esagerare … fatto sta che a metà concerto mi sono persino sembrati stanchi e sfiatati, da cui le piccole pause tra un pezzo e l’altro. Alcuni le hanno interpretato come problemi tecnici, personalmente mi sono parsi invece attimi di parziale smarrimento e recupero energie. Spero che i Crashdiet, macchina da soldi rodata, si siano resi conto che il successo va bene, ma la qualità del loro show dinanzi a quello degli High Voltage è stata nettamente deficitaria, con tutto che avevano il pubblico delle grandi occasioni. Non saranno in pochi ad allontanarsi prima del termine del concerto e non sono convinto l’unica motivazione fosse perché l’indomani si lavorava/andava a scuola … l’orario previsto è stato mediamente rispettato. I Crashdiet facciano attenzione, stanno vivendo ancora un troppo sulle spalle di Dave Lepard e che l’ultimo cd rechi una foto del compianto leader a tutta pagina mi fa pensare che qualcosa, forse, ci stia azzeccando. Resta il fatto che è stato un evento locale perfettamente riuscito e ancora una volta complimenti a tutti per la perfetta gestione della serata. Applausi meritati.

 WB