EXROAD

Strano ma vero

Autoproduzione  2010



Di provenienza Pordenone gli Exroad sono una giovane band che frettolosamente si potrebbe inserire nel calderone multiforme (e spesso incolore) delle punk rock bands che cantano in italiano. Sarà la provenienza, sarà che li ho visti dal vivo in un paio di occasioni (ragion per cui mi sono interessato a loro), sarà che li ho conosciuti di persona, sarà quello che volete però la band mi appare a suo modo originale in un genere in cui, nel recente passato, hanno ben pensato di dettare le regole acts quali Senza Benza o Punkreas. Sia chiaro, siamo lontani qualitativamente (inteso “tecnicamente”) dalle suddette, ma non in termini di freschezza e attitudine, parametri che ritengo maggiormente degni di interesse e valutazione, dato il genere. Dietro ad ogni membro degli Exroad vi è una carta da scoprire, a cominciare dalle chitarra di Jhonny C. che strizza l’occhio (consapevolmente?) alla nwobhm primordiale, alla performance vocale di Cresta (cresta di fatto, assicuro io) che libera una serie di versi, parole, emozioni dirette e spontanee, come deve essere. La sezione ritmica (Pol e Casez) raccorda le idee in maniera variabile, rallentando all’occorrenza ed accelerando, per fortuna, non così spesso. In songs quali “Liberty Prison” o “Resta qui“ la band tira fuori pure potenziali pezzi anthemici, ma non mi sento di sottovalutare nemmeno l’appeal di “Ho inventato una canzone” e “La tua strada”. Certo un paio di titoli potrebbero anche essere di troppo, ma il cd scorre via leggero e divertente. Di canzone in canzone non si sa cosa aspettarsi e lo interpreto come un grande merito. La mia preferita resta “Faccia a faccia” tanto per il testo quanto per le melodie che rimandano (con tutte le riserve del caso) ai Misfits. Il cd si avvia alla conclusione con la toccante “Senza niente”, altra traccia che sorprende. Se mi guardo attorno ed osservo le presunte “punk pop rock boy bands”, come sono sicuro suonino tutte meglio degli Exroad (…sarebbe comunque da testare) sono altrettanto sicuro siano tutte già irrimediabilmente inquadrate in un penoso sistema musicale da cui mai ne usciranno, sempre che interessi a qualcuno nel medio-breve termine, prima del naturale oblio insomma. A questo proposito “Soundcheck” e ”Cazzo che scazzo” (la hidden track), secondo voi, il music biz potrebbe tollerarle? No, restiamo quindi pure lobotomizzati, felici e contenti tutti quanti. Exroad, pollice decisamente su.

 WB