IGGY & THE STOOGES + Gang of Four

16/07/2010

Azzano Decimo (Pn)



Attesa e reclamizzata alla stregua di un evento irripetibile, la data live di Iggy Pop, accompagnato dai suoi Stooges, non ha tradito le aspettative in termini di presenze. Serata Sold Out, frettolosamente così si potrebbe commentare un successo annunciato. Aprono i Gang Of Four, band inglese che conosco poco e su cui mi sono informato praticamente per l\'occasione. Vengono definiti autori di un funk-punk ed è vero, anche se solo a tratti (almeno stando al repertorio presentato). Ancora guidati dai membri originali Andy Gill e Jon King (entrambi in eccellente forma!) mi sono piaciuti ed immagino che da giovani questi fossero davvero \"fuori\". Chi lo sa. Chiudono con To hell with poverty, pezzo che riesce a surriscaldare un pubblico partecipe, ma che probabilmente sta trattenendo le forze per quello che verrà . La calura torrida, praticamente impossibile muovere un dito senza sciogliersi, non ha aiutato la perfetta riuscita della serata. Gradevole e curioso il cambio palco, con show personale del responsabile di palco (probabile roadie e fedelissimo di Iggy da chissà quanti decenni!) caratteristico figuro catapultato dai Settanta (o dai Sessanta?), che perlustra ogni centimetro quadro per sincerarsi che tutto sarà ok. Il pubblico ormai è impaziente, ma il roadie passeggia su e già con tranquilla padronanza, insomma sa come alimentare l\'attesa ed elettrizzare l\'atmosfera ! All\'improvviso se ne va dietro, accompagna a spalla Mike Watt che suonerà con un vistoso tutore alla gamba, parte la musica ed insieme appaiono tutti e per ultimo Iggy ! L\'accoglienza è naturalmente un boato e tutti gli sguardi e le luci sono per lui, l\'iguana del rock. Incredibile, è esattamente come te lo aspetti, fisico scavato e segnato, insomma è proprio Iggy Pop. Nelle prime file è un moto continuo e vi lascio immaginare i fiumi di sudore che sono stati versati, dietro si ascolta ed applaude boccheggiando, ma con attenzione. Veniamo ai commenti. Sia chiaro, sarebbe inutile e da incompetenti criticare gli Stooges, band leggendaria ispiratrice di decine e decine di realtà oggi in voga, ma personalmente lo spettacolo non mi ha entusiasmato. Piacevole e gradevole senza dubbio, ma è evidente lo stacco tra un esuberante Iggy ed una band che invece dimostra tutti gli anni che ha. Coloro ai quali (più stagionati del sottoscritto) ho manifestato le mie riserve, dopo le iniziali attenuanti con cui cercavano di giustificare gli eroi dei loro tempi, sono stati i primi a confermarmi che gli anni passano … ed allora partendo da qui sorgono le mie domande. Perchè Iggy Pop non si circonda di un gruppo di ragazzi giovani e porta in giro uno show in grado ancora di far brillare la sua (pressoché intatta) verve? In fin dei conti, non si arrabbieranno i fans integerrimi, gli Stooges sono conosciuti per le canzoni, meno per i singoli membri. Anatemi mi saranno lanciati ed eresie sto scrivendo, lo so, ma non è il primo live di bands storico-leggendarie a cui assisto al termine del quale resto parzialmente spiazzato (non deluso, badate bene). L\'impressione che non si voglia far vedere gli anni che si hanno è forte ed a mio avviso controproducente. Certo, quando te ne esci con pezzi come Raw Power, Penetration, Gimme Danger, I wanna be your dog, Search and Destroy, No fun puoi permetterti di dire e fare quello che vuoi, ma non ci sto a tessere lodi sperticate a prescindere. Il punk primigenio è passato, gli anni eroici del garage sono passati, Iggy Pop è ancora presente, è vero, ma unicamente come emblema di un tempo che per lunghi tratti di concerto mi appare lontanissimo e che lui stesso oggi interpreta in chiave di marketing (di se stesso). Resta il fatto che ad Azzano Decimo han suonato Iggy and The Stooges, leggende viventi di un modo di intendere il rock che oggi non esiste più. E la storia prima si impara, poi si discute. Tanto di cappello quindi a chi ha pensato, organizzato e gestito l\'evento.

 WB